Riflessioni di un umano che vuole essere consapevole
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Nome: Francesco (Ani-sama)
Uno studente di matematica dell'ateneo ticinense, proveniente da Piacenza e con la caratteristica peculiare di essere nato il giorno di Natale (sai che roba). Amo il cinema d'animazione e in particolare le opere di Miyazaki Hayao, che spero di poter vedere in italiano un bel giorno. Aggiorno questa pagina virtuale a tempo perso, per il piacere di scrivere e di pubblicare le mie idee.
Comunista! Membro di un centro sociale, o di un qualche collettivo di chissà quale sorta, attento!
Sei terzomondista, ma poi dove getti i tuoi soldi? In vino, sigarette, canne, solo perché fa tanto "alternativo"? Ma ricorda, ricorda che ciò è possibile solo perché la tua società... la società in cui vivi è tanto ricca ed opulenta. Credi davvero che nel tanto amato "terzo mondo" abbiano tempo o soldi per tracannare, o fumare? Fa' attenzione...
Sei assistenzialista, a favore dei diritti dei più poveri. Ma poi non disdegni l'abito firmato, magari. Non disdegni una serata in discoteca, non disdegni parte di quegli ideali, ideali "borghesi", che tu stesso contesti.
Ora, pensi davvero sia possibile essere "comunista"? Pensi davvero sia possibile evitare qualsivoglia spreco, se la società in cui vivi è una società fondata sullo spreco e sullo sfruttamento?
Di certo però potresti evitare, evitare gli sprechi più inutili. E più dannosi. E cercare almeno di impegnarti per essere coerente con gli ideali che professi.
Ma perché non lo fai, allora?
Un'appartenenza politica: manifestazioni, collettivi, quella forma di intellettualismo, tutte cose che per certi versi possono anche piacermi, in cui posso ritrovarmi, trovare validi amici.
Ma forse non è quello il vero nocciolo, il vero succo di qualcosa che vorrei davvero chiamare ideologia. Non è il vestito, per quanto "alternativo" o "fuori dagli schemi" esso possa essere, finendo poi inevitabilmente incasellato in uno schema, sì, lo schema di chi è fuori dagli schemi. Un paradosso. Il conformismo dell'anticonformismo. Già Gaber lo aveva intuito e capito, ben prima di me.
Che cosa poi vorrai mai dire "essere di sinistra"? A mano a mano che cresco, e incontro nuovi amici (nuove amiche...), mi sembra di riuscire a capirlo sempre un pochino di più, poco per volta.
E ora mi sembra di aver capito che le manifestazioni, i collettivi, l'intellettualismo sono in fondo solo aspetti collaterali, esteriori. Non sono vuoti di significato, no, però... non sono loro a dare significato. Ciò che dà significato è... lo spirito, il modo stesso in cui imposto la mia esistenza. E non solo quando vado a sentire un discorso sul pacifismo o quant'altro, ma sempre: idee forti, messe sempre in discussione con me stesso e con gli altri, in ogni momento della mia vita. E non è facile, mi rendo conto, essere davvero "socialisti", se non addirittura "comunisti". È molto più facile, come ogni cosa, dire di esserlo solo quando fa comodo, solo perché in certi termini fa comodo. La sfida è un'altra, ed è davvero una lotta ed un impegno continuo, è davvero avere delle idee e vivere coerentemente a tali idee. Io stesso mi rendo conto di non riuscirci sempre, mi rendo conto che è difficilissimo.
Ma l'impegno, in tale senso, non mi mancherà mai. Se così non fosse, mi sentirei un ipocrita. E un traditore. Di me stesso, dei miei amici più cari, della mia amica più cara.
Non è una cosa nuova quella che dico, forse non è nemmeno molto interessante, l'hanno già detta - e scritta - prima di me illustri pensatori, e io chi sono in confronto a loro? Nessuno, soltanto un diciottenne che cerca di capire, di non fermarsi alla superficie delle cose.
Che idiozia affermare che il fascismo è morto, che non è più tempo di resistere, che c'è la democrazia. Balle! Aveva ragione Pasolini, avevano ragione i francofortesi (un giorno mi deciderò ad approfondirli per bene...), quella che chiamiamo democrazia non è altro che un'altra forma di rielaborazione del potere. Il fascismo! Il fascismo anni '20 aveva confini netti, era un dato talmente forte che rendeva facile pensare all'opposizione, posizione presa da molteplici persone! Questo nuovo fascismo, questa sua nuova rielaborazione, è molto più sofisticata, molto più bella, molto più sottile. Gioca sulla comunicazione di massa, sulla televisione, sull'annichilimento, lo svuotamento dall'interno dell'umana mente. Berlusconi è come il Duce, soltanto che nessuno lo dirà mai né arriverà a crederci mai, neppure egli stesso, perché ormai è tutto edulcorato, tutto così politicamente corretto, così pieno di belle parole. La sostanza, a scavare bene in fondo, però, è sempre la stessa. È il potere, quel potere che è a favore della libertà perché essere contro è da "fascisti", il potere che non censura nulla però manda a casa i giornalisti che non dicono ciò che si deve dire, il potere che ti sorride in faccia, ti dice che tutto va bene, ti dice che "stanno lavorando per il bene del Paese" però intanto loro si arricchiscono in silenzio, il potere che smentisce quanto detto e cambia il passato con grande abilità, come nell'orwelliano "Ministero della Verità".
Tanto è tutto in TV, è tutto un enorme fenomeno mediatico, la gente non pensa a quello che fa e si lascia abbindolare, la gente come una massa informe a credere nelle belle parole di uomo che riesce a convincere con tale nonchalance che l'Italia andrà benissimo, che tutti consumano e vivono felici, eccetera, eccetera. Cambiano i mezzi, cambiano le parole, l'ideologia si reinventa moderata, perché se no che voti prende? Pochi, nessuno... eppure è sempre lì, è sempre quello, è sempre lo stesso, soltanto che ora è invisibile, striscia, è quasi subconscio, insinuato dentro di noi senza che manco ce ne accorgiamo.
Imprevedibile, ma è così. Questo è il Potere, signori. E per combatterlo, questa volta non basta lo sciopero, non bastano nemmeno le montagne. Bisogna svegliare le nostre menti, e da lì estirparlo. Che tristezza che libri come 1984 si rivelino così tremendamente attuali...
Pier Paolo Pasolini diceva: «Io sono una forza del passato».
Il "progresso" tanto millantato da una certa destra, che trova in Silvio Berlusconi il massimo rappresentante, io non lo voglio. Non voglio il progresso che ci fa dimenticare l'Italiano, la nostra lingua. Non voglio il progresso che rende la nostra cultura appiattita su quella globale-filoamericana. Non voglio il progresso che infarcisce di denaro multinazionali e transnazionali.
Il progresso che voglio è un altro. E non sarà certo la destra berlusconiana a portarmelo. Il progresso che voglio è il progresso sociale: rendersi conto che noi mangiamo come maiali e milioni di uomini muoiono di fame, intanto che certi politici vogliono abbassare le tasse dei ricconi sfondati sotto il 40%. Il progresso che voglio è il progresso culturale: non dimenticare mai le nostre radici, e da queste partire per conoscere tutte le culture di questo mondo, che mai dovranno annullarsi e appiattirsi in quella "cultura di massa" che a quei neolib fa tanto comodo.
Ma che progresso portano questi uomini che si dicono tanto proiettati nel futuro, e poi "risolvono" il problema dell'immigrazione con la più dura repressione? Che progresso portano, se il loro "riformismo" è ad esclusivo beneficio dell'economia neocapitalistica e dei portafogli dei miliardari? Dove vogliamo arrivare, dunque, con questo "progresso"?
No, io tutto questo non lo accetto. E contro tutto questo mi batterò, scegliendo l'onestà, scegliendo il vero impegno etico, contro l'utilitarismo e il machiavellismo e il qualunquismo di chi pensa soltanto al profitto, e al consumo. Pasolini aveva davvero ragione...
Chi mi conosce sa quanto io sia individuo diciamo... razionale, "calcolato" nelle cose che faccio. È vero, in effetti ci metto molto, di solito, a scrivere un articolo sul blog, dal momento che lo leggo e lo rileggo, lo rifino, gli do una struttura eccetera eccetera.
Questa volta no. Questa volta, per la miseria, mi sono incazzato. Basti solo leggere questa notizia per capire la ragione della mia arrabbiatura. Ma dico, diamine, siamo o non siamo in uno stato LAICO, per gli dèi?! E allora come mai arriva sempre quest'istituzione di vecchi bigotti teologi che evidentemente, non potendo sfogare le loro repressioni altrimenti, si divertono a fare i bacchettoni fini a sé stessi. MA COME ACCIDENTI FANNO a dire che "mancano da decenni in Italia politiche per la famiglia fondata sul matrimonio". Ma cosa accidenti gliene deve fregare, a loro, della politica italiana? Ma cosa vogliono, per gli dèi? Sì, vogliono il potere, ecco cosa vogliono, vogliono l'egemonia, l'egemonia culturale! Altro che storie di "famiglia", di "conservazione" o cosa! Come se ai vescovi poi importasse molto, eh! Ma si vede che dopo 135 anni dalla famosa - e provvidenziale, questa sì, accidenti - Breccia di Porta Pia queste lobby di ferventi credenti si sentano, insomma, un "vuoto", e così via libera ad affermazioni SCANDALOSE come quelle di Ruini sulle coppie di fatto omosessuali. Ma CASPITA, con che DIRITTO essi si vorrebbero arrogare la possibilità di GIUDICARE COSA SIA COSTITUZIONALE O NO, di DIRE COSA ABBIA BISOGNO LA POLITICA ITALIANA. Zitti devono stare, e pensare a quello che devono pensare, che con questi conservatorismi di controriformistica reminescenza non fanno certo il bene di chi, magari, vorrebbe vedere nella chiesa una guida spirituale, piuttosto che una PALLA al piede dello Stato italiano.
Sì, Stato italiano, perché NOI li abbiamo in casa questi signori qui! Proprio qui dentro, per gli dèi! E, non solo, abbiamo simpaticissimi UOMINI POLITICI che gli danno corda! Ma sì, perché loro credono in Dio, loro "rispondono solo a Dio per le loro azioni", vero signor Fazio? Che schifo, vogliono tornare forse allo Stato della Chiesa? Ma Gioberti fallì, per gli dèi, lo sanno o no? Come si fa a dire che uno stato non deve essere senza religione (cfr. Casini)? Ma caspita, CHE BELLO che almeno le istituzioni statali sono lontane, almeno teoricamente, da quella gentaglia!
Certo, poi è ovvio. A loro basta fare leva sulla stupidità. Certo, Ruini non è scemo. E sa benissimo, però, che MOLTI sono scemi. Altrimenti, l'astensione non avrebbe vinto, in quel famigerato referendum! E poi viene a dire che "è stata una decisione cosciente". Ma per piacere! Vada a vedere quanti vecchietti e vecchiette rimbambite gli hanno dato retta solo perché pareva che la sua parola fosse la parola di Dio e poi ne riparliamo... Vecchio, bigotto, e pure ipocrita.
Bisogna mandarli tutti a casa, i gerarchi religiosi. E pure i democristiani bigotti scaldapoltrone. Anzi, proporrei di trasferire il Vaticano in Tibet. Che poi è anche più in alto, è più vicino a Dio, ecco. Che vadano un po' a meditare sui LORO peccati prima che sui peccati di quelli che non credono, chissà che non capiscano qualcosa, finalmente.
E per gli dèi!
Di getto scrivo, ora, parlando per una volta di attualità, per una volta distogliendomi dal mio individuale microcosmo di vita da adolescente con tutte le sue questioni, ma una vita che può dirsi agiata proprio perché si perde in problemi esistenziali, in amori ideali non dichiarati, in paranoie da scrittura pseudo-creativa, e non si perde nel problema della sopravvivenza.
Sì, io vivo bene e molti vivono male. Ieri in Iraq sono morte quasi mille persone, novecentosessanta e più individui uccisi dalla loro paura, uccisi dalla tensione che quando anche sfocia in minacce virtuali di guerra, fa vittime. Potranno ora dire quello che vogliono i politici benpensanti, i nuovi crociati che si arrogano il diritto di "liberare il mondo", quando in realtà stanno compiendo lo stesso, tragico, errore dei loro antenati. Quello di portare la guerra dove guerra non c'è, il pensarsi "meglio", il pensarsi "buoni" contro "cattivi" o quantomeno "stupidi". Ma come si può pensare di fare del bene portando il crimine in casa di quella gente? Come, se la guerra finisce solo per i generali e i presidenti, ma continua tutti i giorni nelle strade, e la gente muore tutti i giorni, muore perché si uccide, si uccidono tutti. Senza un perché. Uccidersi per uccidersi, l'odio all'odio come solo argomento, volendo parafrasare (e ribaltare) la frase di una bellissima canzone di un bravissimo cantautore...
E noi, nella nostra immensa arroganza di "migliori", continuiamo a parlare di quelle vittime di guerra (non dieci e neanche cento, ma migliaia...) con fare neutrale, come fosse routine quotidiana. E lo è, ma la gente muore, muore lì. E noi ce ne freghiamo, i politici, quelli che potrebbero e dovrebbero, se ne fregano. A loro è bastato "esportare la democrazia". E chissà cosa, insieme alla democrazia...
Io, non so perché, ho un sentimento nazionale che tende allo zero. Io, muoia un italiano, muoia un inglese, muoia un iracheno, sono comunque triste. Sempre e comunque. Mah...
A volte penso - lo penso davvero - che la democrazia sia una delle cose più stupide di questo mondo. Stupida, come la maggior parte delle persone di questo mondo, d'altra parte. Persone, le quali non votano anche se vanno a votare, uomini e donne come sono che si fanno condizionare dalle promesse populiste del primo politico che capita, quelli che mancano della dote più importante, la consapevolezza.
Spesso arrivo a ritenere che soltanto le persone intelligenti dovrebbero avere certi diritti, perché esse sarebbero le sole a saperli usare in modo consapevole. Che dare diritti a certa gente equivale a gettare perle ai porci, a fare danni irreparabili che si ripercuotono su tutti.
Meritocrazia, dico. Lavori solo chi è capace e convinto e determinato, gli altri facciano da manovalanza, almeno combineranno qualcosa di buono e saranno produttivi [come invece non è la maggior parte delle persone che compie un lavoro, questo - pure nel mio piccolo contesto scolastico - lo dico per esperienza diretta].
Andrebbe bene un sistema siffatto? Credo di sì, penso che funzionerebbe molto bene la Meritocrazia. Piacerebbe? No, non credo proprio, a molti non piacerebbe. Perché comunque, ogni uomo, ogni uomo di quest'accidenti di mondo si sente il diritto alla Libertà. Il diritto di votare, il diritto di essere cittadini e di avere voce in capitolo.
E io, purtroppo o per fortuna, non me la sento di negare loro questo diritto. Voglio troppo bene all'umanità, anche agli stupidi; io ho certi diritti, io sono un uomo, perché anche gli altri non dovrebbero avere la suddetta voce in capitolo, non sono forse uomini anche loro? È un loro diritto, no? Sono realizzati, sono felici così, no?
Sì, dovrebbero. Però - penso ancora - se si vuole tanto bene all'umanità, è davvero giusto lasciare le decisioni anche in mano agli stupidi, in grado di fare del male a tutti (e anche a sé stessi) con le proprie mani? Oppure no?
Chissà...
Si parlerà molto poco di politica in questo weblog, però, ora come ora, alla luce dei risultati delle regionali e - soprattutto - alla luce dei commenti di certi esponenti politici, ritengo lo sfogo necessario.
Riporto di seguito un commento da me lasciato in un altro weblog (antikomunista.splinder.com):
Bisogna fare certe considerazioni, ora, dopo i risultati di queste regionali. Perché, ora più che mai, mi rendo conto di come l'Italia costituisca un'anomalia UNICA nel suo genere. Non un paese dove, normalmente, si alternano destra e sinistra, una destra e una sinistra serie. Un paese, invece, dove a destra (ma potrebbe anche essere a sinistra, non è un fatto di schieramento) c'è un "partito non politico" (come loro stessi si definiscono), "senza ideologie" (sarà possibile?), "che punta sul programma invece che sulle ideologie" (certo, il programma DI Berlusconi PER Berlusconi). Un partito che si chiama "Forza Italia". E' lì, è proprio Forza Italia l'anomalia della politica italiana! Accetterei benissimo un governo di destra (benché non ne condivida le ideologie, sentendomi suppergiù "socialdemocratico"), è la democrazia, ma NON ACCETTO di essere governato da Forza Italia.
Berlusconi cosa ha fatto in questi anni per il paese? Cosa ha fatto di tangibile? Ammesso poi che le promesse siano state mantenute (cosa non vera, ma pazienza), come si fa ad accettare, da parte di UN GOVERNO, provvedimenti come:
1) leggi sull'impunità (Cirami, lodo Schifani ecc.), guarda caso quando c'è un PRESIDENTE DEL CONSIGLIO imputato in PROCESSI...
2) la legge salva-rete4, quando GUARDA CASO colui che controlla Rete4 è proprio il PRESIDENTE DEL CONSIGLIO...
3) I CONDONI, vera legittimazione della furbizia (e chissà cosa avrà condonato il Silvio...)
Potrei aggiungerne di altri (sulla gente che naviga nella acque melmose di FI, tipo Schifani [anche il nome dice tutto!], Bondi [ex-comunista! adesso sembra un prete!], Taormina [che, come dichiarò egli stesso, si fa pagare i suoi viaggi da avvocato come spese parlamentari...], ma questi sono forse i più lampanti.
Ora, per concludere, chiedo agli elettori di destra, che hanno un'ideologia che non condivido affatto ma che ovviamente rispetto:
Ma come fate a non indignarvi di fronte a queste cose? Come fate ad accettare di essere governati da persone simili? E adesso non rispondete che "tanto Prodi è corrotto lo stesso", perché allora vi dico che potete non votare Prodi come potete non votare Berlusconi... E allora perché sostenete Berlusconi e la sua gentaglia di FI?
A destra ci sono partiti seri. L'UDC è uno di questi, AN anche.
E infatti UDC e AN ammettono la sconfitta elettorale, fanno commenti costruttivi. E invece quelli di FI si nascondono dietro le solite storie sul "paese governato dai comunisti", "pericolo comunista da fermare", quando i loro stessi alleati dicono che la propaganda fondata sull'anticomunismo non ha più nulla da vendere, ormai.
Che questa sconfitta non costituisca la volta buona che AN e UDC si stufano di FI e Berlusconi e mollano la coalizione? Sarebbe davvero ora che la destra seria si svegliasse...
anisama in L'oscenità della so...
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