Riflessioni di un umano che vuole essere consapevole
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Nome: Francesco (Ani-sama)
Uno studente di matematica dell'ateneo ticinense, proveniente da Piacenza e con la caratteristica peculiare di essere nato il giorno di Natale (sai che roba). Amo il cinema d'animazione e in particolare le opere di Miyazaki Hayao, che spero di poter vedere in italiano un bel giorno. Aggiorno questa pagina virtuale a tempo perso, per il piacere di scrivere e di pubblicare le mie idee.
All'angolo della strada, due ragazzine, massimo quindici anni. Stanno ridendo, una di loro ha una macchina fotografica; si muovono come quei bambini che giocano a nascondino, e non vogliono farsi scoprire intanto che raggiungono la tana. Girato l'angolo, una coppietta: lui con la faccia da bambino, lei occhiali da sole, un giubbotto bianco, scarpe argentate e brillantinate. Un bacio, lungo cinque minuti. Le due ragazzine, nascondendosi, scattano fotografie, da usare in chissà quale maniera. Io, ugualmente, scatto fotografie, sebbene non abbia alcun apparecchio con me.
Due ragazzini si baciano. Esperienza appassionante, fresca, delicata. Come una rosa senza spine. Sicuramente in quel momento stanno pensando che si ameranno, che non potranno fare a meno l'uno dell'altro. Sicuramente vorranno baciarsi ancora, e ancora. Penseranno che il loro bacio, e il loro amore, potrà durare per sempre. Due ragazzini giocano. Le dediche affettuose, le carezze, insieme alle due giovani fotografe che semineranno pettegolezzi. Tutto ciò fa parte del gioco. Anche se tutto ciò appare a loro tremendamente serio. È il gioco più bello, perché è il gioco più vero a cui possano giocare.
Anche quel gioco finirà. Forse uno schiaffo, un messaggio avvelenato, se non addirittura un tradimento. Anche quel dolore farà parte del gioco, sebbene nessuno potrà dire che sarà bello, a quel punto. Forse sarà tra un mese, forse tra una settimana, forse domani. Ma quel gioco finirà.
Due ragazzini giocano ad amarsi. Si illudono di poter giocare insieme per sempre. Verrà il tempo, e la tristezza, a dar loro la consapevolezza che ora non hanno. E spunteranno le spine, sulle rose che ad ogni nuovo bacio faranno sbocciare.
Tainted thoughts, following each other, from my mind to my mind, through tunnels made of spikes and needles. Neither they begin, nor they end.
Counting the minutes, even the smallest fraction of time. Waiting for someone, to come here and soothe my pains. To come here and calm my mind. To come here and love me. I shall wait forever for you to come here. But I don't know you.
I love you. But I don't know you.
Dopotutto ci sarà pure una ragione se un film come questo riempie le sale in modo così clamoroso. Nella mia mente balena la poco fantasiosa immagine di caterve di ragazzine tra 14 (ma volendo anche meno) e 17 (ma volendo anche di più) anni, vestite come "moda" vuole (volendo potrei usare l'espressione più diretta infighettate), accalcate agli ingressi dei cinema solo per poter passare due orette di puro idillio romantico-adolesceniale.
Io, personalmente, sospendo il giudizio sulla qualità di Moccia scrittore, e sulla qualità delle due pellicole tratte dai suoi libri, per il semplice fatto che non ho mai avuto interesse a tal genere di letture, né tantomeno a tal genere di cinema. Sarà solo snobismo il mio, forse, ma pazienza. In ogni caso, quello che è certo è che il nostro scrittorucolo ha avuto, finora, un fiuto diciamo "commerciale" straordinario. Perché fondamentalmente io ritengo che i suoi libri abbiano avuto il successo che hanno avuto, per il semplice fatto che in essi ci sono scritte quelle esatte cose che tutti (o comunque tanti) vorrebbero leggere. Discorso parallelo, ovviamente, per le due pellicole. Quelle storie d'amore da film (appunto), così straordinarie perché nate nelle avversità, e così intense. Indubbiamente esse sono dotate di un certo fascino: chi non ha mai desiderato l'idillio più totale, d'altra parte?
Il punto critico della questione, a mio avviso, non è tanto la fantasticheria su storie sentimentali bellissime. Sarei ipocrita io stesso a criticare questi pensieri, quando con tutta evidenza passo una buona fetta del mio tempo crogiuolandomi in essi. Ciò che mi sento di criticare è piuttosto la tendenza di alcuni (molti) ad accettare e fare completamente propri dei sogni preconfezionati, andando inevitabilmente a mortificare le proprie stesse doti immaginifiche. A che pro scrivere su un muro la solita frase Io e te tre metri sopra il cielo? Non viene forse a mancare in tal modo la specifica originalità di un rapporto sentimentale o finanche amoroso? Perché su Internet devo imbattermi costantemente in un mucchio di blogs tutti uguali fra loro nella sostanza, tenuti da ragazzine dai 13 anni in su che scrivono tutte in smsese, pieni di figurine virtuali relative a chissà quale personaggio di libri o (tele)films, e riempiti dalle solite frasi fatte su amore e sentimenti (3msc e Ho voglia di te in primis)?
Sarò forse io che pretendo sempre troppo? Ciò che mi permette di non cadere nello sconforto è, in ogni caso, la certezza che persone che vivono originalmente la propria vita esistono, giacché io ho avuto la fortuna di incontrarne, nella mia pur breve esistenza, e pure divertarne amico.
Credo sia su queste persone che l'umanità debba scommettere veramente tutto.
Ci sono momenti in cui, semplicemente, vorresti per te e per quelli a cui vuoi bene un periodo, forse anche solo un attimo, di leggerezza.
Che significa anche mente libera da pensieri contorti, spesso dolorosi, talvolta anche inutili.
Non che tutto il male venga per nuocere. Meglio il doloroso ma umano senso di colpa dell'indolore ma gelida indifferenza. Meglio passare una notte insonne a prendere coscienza dei propri errori, che addormentarsi come se nulla fosse successo. Il dolore ci rende umani, ci responsabilizza. In ciò, è fondamentale a formare le nostre persone, credo.
Aliena dal dolore è la pesantezza dell'animo stanco e oppresso. Di domenica sento il torpore pervadere la città e la gente. Il silenzio dell'afosa oppressione, il silenzio di quelli a cui manca il respiro, il silenzio del faticoso e stancante ozio. In attesa che ricominci la settimana, e gli impegni, e il lavoro, in attesa di poter riprendere il giusto ritmo. Senza alienazione, no. Semplicemente con concentrazione, finalmente dedicata a impegni veramente utili.
Per poter arrivare alla fine della giornata davvero stanchi, e nel modo giusto. E poter andare a letto contenti di aver lavorato con metodo, in attesa di raccogliere i frutti del proprio operato quotidiano. Svuotata la mente, e il corpo insieme ad essa, è ovviamente più facile essere leggeri.
Voglio ricominciare a stancarmi.
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